Âl buletei – un cammino fatto di ricordi per i giovani e i meno giovani.

La maestra Angela e la processione delle rose

Dagli anni ‘70 fino all’anno di chiusura delle elementari, se chiedi a un codevillese chi erano le maestre non ci sono dubbi sulla risposta. Le maestre erano la Vacchelli, Elsa Cristiani e Angela Delfitto.
E’ proprio di Angela Delfitto che vogliamo parlare. Di famiglia cattolica e codevillese, si è formata presso le suore Benedettine di Voghera, dove si diploma maestra. In attesa del concorso Angela si allontana dai luoghi dove è nata e cresciuta cominciando a insegnare in Svizzera per poi rientrare in Italia proseguendo l’insegnamento in vari paesi della Lomellina. Finalmente, nei primi anni ‘70, arriva il tanto sospirato trasferimento e il ritorno a Codevilla.
Il primo incarico in paese comprende due scuole. Oltre a Codevilla era infatti ancora attiva la pluriclasse (termine moderno che significa “unica sezione”) di Mondondone. Qui l’ambiente veniva scaldato da una stufa a legna con un camino dal tiraggio quantomeno rivedibile e la giovane maestra Angela ricordava spesso come il fumo, proveniente dalla combustione di legna piuttosto verde, quasi saturasse l’ambiente rendendo difficile anche la visuale degli alunni.

Erano gli anni della “maestra unica” figura tanto cara ad Angela, che si sentiva responsabilizzata da quel ruolo e rispettata nella sua figura di educatrice.
Come consuetudine di allora, Angela e le sue colleghe si impegnavano, nel loro tempo libero, nell’attività di catechiste. Quelli erano gli anni in cui in paese gli appuntamenti religiosi erano eventi di massa. In particolar modo, la processione del Corpus Domini. La Solemnitas Sanctissimi Corporis et Sanguinis Christi nasce per celebrare la reale presenza di Cristo nell’eucarestia, grazie a Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana che viveva in Belgio e ad alcune sue visioni mistiche. Nel 1264 Papa Urbano IV l’ha accolta nella Chiesa dopo avere riconosciuto il miracolo di Bolsena, in cui un’ostia avrebbe sanguinato durante una messa. 
Tutti avevano dei ruoli durante il Corpus Domini. Le mamme preparavano i cestini con il tulle e li riempivano con i petali delle rose. Chi abitava nelle vie dove passava la processione o esponeva i fiori, o abbelliva le finestre con l’esposizione di stendardi (in piazza, da Giulion)  o realizzava altari (come Montelio). 
Il corteo, guidato da don Mensi, e in seguito dai parroci che poi gli sono succeduti, aveva come protagonisti i bimbi che, sapientemente guidati dalle loro catechiste, spargevano petali. Quei piccoli visi così dolci e agitati in vista del primo incontro con Gesù erano la ricompensa per il tanto lavoro svolto e i loro occhi, a volte smarriti, incontravano sempre un sorriso.
L’impegnativa simbologia dell’eucarestia diventava leggera e festosa per i bambini grazie alle modalità della celebrazione e al periodo, compreso tra la Pasqua e l’estate, in cui si cade la ricorrenza.