Autore: Gianni Bruno

  • Il trenino della speranza

    Il trenino della speranza

    Il trenino Voghera-Varzi. A 100 anni dall’inizio dei lavori e a 60 dalla sua fine, lo ricordiamo citando alcuni passi di un articolo dell’epoca. Così scriveva la Provincia Pavese, poco prima della chiusura della linea ferroviaria.“Stazione, casello, cavalcavia, passaggio a livello: piccole parole che erano da tanti anni comuni a molte Regioni d’Italia entravano nel pratico gergo dei nostri paesi, che si sentivano finalmente compresi nell’area della civiltà più progredita”. L’anonimo autore dell’articolo ricordava i tempi in cui, poco dopo l’inaugurazione della linea, chiedeva alla stazione di Milano, monumentale opera fascista, in stile assiro-babilonese ironizzava il pittore vogherese San Vico, un biglietto per Retorbido, Codevilla o Bagnaria: “Il bigliettaio sgranava gli occhi, apriva un librone per cercare il tracciato della nuova ferrovia e poi scriveva brontolando: Bah, paesi nuovi!” Si ricorda anche come Rivanazzano avesse osteggiato per tanto tempo il progetto. Voleva infatti una linea diretta che non compisse un tracciato più lungo passando da Torrazza Coste, Codevilla e Retorbido ma alla fine aveva avuto la peggio. Il progetto era frutto di infinite discussioni tenutesi tra Varzi, Voghera e il salone del Grand Hotel di Salice Terme. Protagonisti gli avvocati Giacobone e Lodi, il barone Ernesto di Ghislanzoni, Pietro Meardi e il marchese Negrotto Cambiaso.  Se i lavori sono iniziati nel 1926, la ferrovia è stata in esercizio tra il 1931 ed il 1966, collegando Voghera e Varzi per una lunghezza di 31,451 chilometri. Inaugurazione a Natale. Il 25 dicembre del 1931 avviene il primo viaggio.

    Codevilla – stazione ferroviaria

    Durante la Seconda guerra mondiale, ingenti danni a causa dei bombardamenti. In un primo momento la locomotiva andava a vapore ma verrà sostituita da una più moderna trazione elettrica. Dal 1º agosto 1966 la ferrovia, considerata “ramo secco”, viene soppressa e sostituita dagli autobus.  Il tratto Voghera-Godiasco viene preservato e torna a essere percorso da treni dal 1978 sino a metà anni ‘90, per la presenza di un deposito carburanti dell’esercito raccordato alla ferrovia. In seguito, anche quella tratta viene demolita.  Il tracciato della ferrovia è stato riutilizzato per la costruzione di una pista ciclabile, la Greenway, che fa parte del percorso Milano-Varzi. Nel 2014 è stato inaugurato il primo tratto, da Voghera a Codevilla. Ora i ciclisti possono arrivare fino a Varzi. Torniamo alla prosa d’antan della Provincia Pavese: “Figli della terra, destinati alla terra, sono invece saliti nella scala sociale per questo trenino della speranza e per il sacrificio delle famiglie che allora non sentivano la voce dell’obbligo ma solo quella del sentimento per avviare verso la scuola i loro figli”.  Varzi “regina della Staffora” e Voghera “città-madre”: l’autore non si è fatto mancare niente in fatto di retorica per implorare la revoca dell’imminente dismissione della linea che collegava le due città.
    Come sappiamo del tutto inutile. Speranze di altri tempi.

    Ricordo ancora la tratta Codevilla-Rivanazzano e lo sferragliare degli ultimi treni.  Avevo undici anni. La mano di mio padre si allungava per alleggerirmi il fardello: il peso dei libri. Era una presenza discreta, un sostegno fatto di silenzi e certezze. Nei suoi occhi coglievo un orgoglio profondo: la speranza che i miei libri fossero la chiave per un futuro migliore del suo presente. 
    Grazie di tutto papà.

  • “UNO IN PIÚ”: AUMENTA IL NUMERO DELLE PERSONE FORMATE

    “UNO IN PIÚ”: AUMENTA IL NUMERO DELLE PERSONE FORMATE

    Uno in più, per fare la differenza. Questo è il nome della campagna di prevenzione e formazione che l’associazione Insieme per Codevilla ha avviato nel giugno del 2025, in concomitanza con la presentazione al consiglio comunale del 26 giugno scorso della mozione per installare a Piana e Mondondone, le frazioni con più abitanti, un defibrillatore. Bocciato dalla maggioranza! Il progetto abbina la collocazione di defibrillatori sul territorio a una graduale ma sempre più estesa formazione dei cittadini, per contrastare l’arresto cardiaco improvviso. 

    Qualche numero. In Italia muoiono per arresto cardiaco improvviso circa 60.000 persone, in media una ogni mille abitanti. La formazione capillare e la presenza di defibrillatori sul territorio possono contribuire enormemente ad aumentare la probabilità di sopravvivenza di chi viene colpito da arresto cardiaco improvviso.
    Noi stiamo facendo la nostra parte. Da settembre ad oggi abbiamo formato circa 130 persone. E stiamo proseguendo con il progetto, che abbiamo chiamato: Uno in più, per fare la differenza. Ogni giorno una persona in più che impara a riconoscere e affrontare un arresto cardiaco (o altro malore grave) e ad attivare i soccorsi in modo corretto ed efficace.

    Tre le tipologie di incontri e corsi:
    – BLS semplificati. Durata massima 2 ore
    – Disostruzione vie aeree adulto e bambino
    – BLSD certificato AREU-118
    Dove: Codevilla, Retorbido e Torrazza Coste. Ma numerose richieste stanno pervenendo anche dai Comuni vicini.

    DatoFonte
    Arresti cardiaci extraospedalieri in Italia (~60.000/anno)https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9663528/?
    Registro Lombardia CARe (12.581 OHCA, 2015–2022)https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11467117/
    Incidenza e sopravvivenza OHCA in Italia (~10%)https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36386770/?
    Diffusione dei DAE in Italia (stime e censimenti regionali)https://www.areu.lombardia.it/