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  • Consiglio Comunale del 27 aprile. L’opposizione lascia l’aula.

    Consiglio Comunale del 27 aprile. L’opposizione lascia l’aula.

    L’arroganza del potere: quando il sindaco ignora i cittadini e calpesta la democrazia.

    A Codevilla va in scena l’ennesimo consiglio “a senso unico”.
    Non è facile raccontare quello che è successo nell’ultimo Consiglio Comunale. E forse proprio questo è il problema più grande: il rischio che certi comportamenti diventino “normali”, accettati nell’indifferenza generale.
    Per questo, prima di tutto, dobbiamo ricordare una cosa. Se oggi i cittadini possono ascoltare, riascoltare e verificare autonomamente quanto accade in aula, è solo grazie alla nostra ostinazione. Dal lontano 11 aprile 2024 abbiamo insistito affinché il Comune installasse un sistema di streaming e registrazione delle sedute consiliari. Ci abbiamo creduto quando altri ridevano o minimizzavano. Oggi è tutto lì. Registrato. Documentato. Inconfutabile. Ed è proprio grazie a quelle registrazioni che i cittadini possono finalmente vedere con i propri occhi il clima che si respira nel Consiglio Comunale di Codevilla.

    Il vero alleato di questa Amministrazione, infatti, non è la forza politica, è l’apparente disinteresse dei cittadini verso ciò che accade “a palazzo”. Noi continueremo invece a fare il possibile per riaccendere attenzione, partecipazione e spirito critico.
    I punti all’ordine del giorno erano tredici. Alcuni meritano una riflessione particolare.
    Sul rendiconto di gestione 2025 rimandiamo all’inserto speciale pubblicato in questo numero de L’ORTICA.
    Basta però una frase per riassumere il nostro pensiero: dai numeri emerge una realtà molto diversa da quella raccontata dall’Amministrazione in questi anni..

    Abbiamo poi presentato una mozione su un problema reale, segnalato da molti cittadini: la questione dei piccioni. Un tema concreto, urgente, che riguarda decoro urbano, igiene e qualità della vita. La maggioranza ha scelto di respingerla. Non perché il problema non esista. Non perché la proposta fosse irrealizzabile. Ma semplicemente perché arrivava dalla minoranza. La parte più surreale è che, subito dopo averla bocciata, l’Amministrazione ha lasciato intendere che “se ne occuperà”. Tradotto: la proposta va bene, purché non sembri merito dell’opposizione. Anche questo è registrato. Tutto verificabile.

    Il punto più grave della serata è stato probabilmente quello relativo alla nostra mozione sulle misure di moderazione del traffico, accompagnata da una petizione popolare firmata da 84 cittadini. Ottantaquattro firme in un Comune di circa 900 abitanti non sono un dettaglio. Sono una richiesta precisa: fare qualcosa per la sicurezza.
    La nostra mozione era volutamente aperta e ragionevole. Non imponeva soluzioni specifiche. Chiedeva semplicemente di valutare strumenti di rallentamento della velocità — fisici, ottici o elettronici — nel rispetto del Codice della Strada. Una proposta seria, equilibrata e condivisa. La risposta del Sindaco, invece, è stata un misto di arroganza, aggressività e distorsione della realtà. Ha sostenuto urlando che “i dossi sono illegali”, ignorando volutamente il contenuto della mozione, che lasciava ampia libertà tecnica all’Amministrazione. Ma la parte più offensiva è stata un’altra. Ha accusato la minoranza di aver “ingannato” i cittadini che hanno firmato la petizione. Ottantaquattro persone trattate come ingenue, manipolate, incapaci di comprendere ciò che stavano sottoscrivendo. Noi respingiamo con forza questa narrazione. Chi ha firmato lo ha fatto consapevolmente, perché vive quotidianamente il problema della velocità sulle strade del paese. E quei cittadini meritavano rispetto, non sarcasmo e accuse.

    MOZIONE SULLE MISURE DI MODERAZIONE DEL TRAFFICO – PROPOSTA PORTATA IN CONSIGLIO COMUNALE DA INSIEME PER CODEVILLA
    Immagine satirica del Sindaco di Codevilla che viene punto da una pianta di ortica

    I punti dall’8 al 13 resteranno probabilmente una delle pagine più imbarazzanti della vita amministrativa di Codevilla.
    Sei interrogazioni praticamente identiche, costruite contro articoli pubblicati sull’ORTICA. Stesso stile. Stesse formule. Stessa impostazione. Stesse imprecisioni. Una scena surreale.
    Il Sindaco, incapace di accettare critiche e confronto, ha organizzato una sorta di monologo politico mascherato da dibattito democratico. Le interrogazioni sono state lette dai consiglieri di maggioranza. Le risposte sono state fornite dal Sindaco. I consiglieri si sono poi dichiarati “soddisfatti” delle risposte ricevute.
    Peccato che alla minoranza sia stata negata la possibilità di intervenire. In pratica: il Sindaco interrogava sé stesso, si rispondeva da solo e si autoassolveva. A quel punto abbiamo preso l’unica decisione possibile e dignitosa: lasciare l’aula.
    Non volevamo essere comparse di uno spettacolo indecoroso pagato dai cittadini.
    Il problema non è la critica politica. Il problema è l’idea distorta della democrazia che emerge sempre più spesso in Consiglio Comunale.
    Chi governa dovrebbe ascoltare anche chi la pensa diversamente. Dovrebbe rispettare il ruolo della minoranza. Dovrebbe accettare il confronto.
    A Codevilla, invece, si preferisce screditare, interrompere, negare la parola, riscrivere i fatti e trasformare il Consiglio Comunale in una rappresentazione a senso unico.
    Il Sindaco sembra ormai confondere l’autorevolezza con l’autoritarismo.
    Noi continueremo comunque a fare il nostro dovere. Continueremo ad essere il fastidio necessario per chi vorrebbe governare senza controlli, senza critiche e senza opposizione.
    E continueremo soprattutto a difendere il diritto dei cittadini ad essere informati.
    Perché la democrazia non si misura quando tutti applaudono. Si misura quando qualcuno osa dissentire.