Autore: Matteo Copelli

  • SOMS: un progetto proibitivo o una priorità?

    SOMS: un progetto proibitivo o una priorità?

    A Codevilla si torna a parlare della ristrutturazione dell’edificio che ospitava la Società Operaia di Mutuo Soccorso; il costo stimato  del restauro conservativo è di oltre 700.000 euro

    Il tema non è essere “contro” a prescindere. Il tema è chiedersi se oggi questa sia davvero una priorità. Perché 700.000 euro non sono una cifra simbolica, soprattutto se per realizzare l’opera si è alla ricerca di fondi e contributi. E quando si parla di fondi pubblici è bene ricordarlo: non sono soldi gratuiti, ma risorse che derivano dalle tasse di tutti noi.
    La ristrutturazione porterebbe alla creazione di sale dedicate alle associazioni e di una sala congressi da circa 50 posti. Una struttura che sarebbe interamente gestita dal Comune, con tutti i costi connessi: personale, pulizie, utenze, manutenzioni. Non basta realizzare un edificio, bisogna poi mantenerlo negli anni. E qui nasce la domanda più importante: quanto sarà sostenibile nel tempo?

    SOMS di Codevilla allo stato attuale

    C’è poi un altro aspetto che non può essere ignorato. Il contesto in cui questa struttura si inserirebbe è già oggi sottodimensionato. Parliamo di parcheggi insufficienti, di gestione del traffico complessa, di viabilità che fatica a reggere nelle serate più frequentate. È ragionevole pensare di aggiungere un nuovo luogo di aggregazione senza prima risolvere questi problemi strutturali?
    Inoltre, dobbiamo chiederci se esista una reale necessità di un’ulteriore struttura. A Codevilla sono già disponibili la sala consiliare, le sale della biblioteca, spazi della Protezione Civile e diverse aree esterne comunali. Nei dintorni, poi, non mancano alternative: il Centro Commerciale Montebello, con cinema e ampi parcheggi; il Teatro Comunale di Retorbido; la sala SOMS di Torrazza Coste e le numerose strutture presenti a Voghera. Realtà già funzionanti, logisticamente più comode e con servizi adeguati. Ad oggi questo progetto è già costato circa 100.000 euro senza che sia stata mossa una pietra. Per questo abbiamo proposto una strada alternativa: valutare una collaborazione pubblico–privato, una joint venture che permetta di condividere costi e rischi, alleggerendo il peso sulle casse comunali e favorendo eventualmente uno sviluppo imprenditoriale locale. Ma anche qui bisogna essere realistici: oggi esiste davvero un soggetto disposto a investire una cifra importante a Codevilla, quando a pochi chilometri esistono strutture più attrattive?

    Infine, c’è un tema di metodo. In Consiglio Comunale è stato detto che la ristrutturazione della SOMS rappresenta un “sogno nel cassetto”. È comprensibile avere visioni e ambizioni. Tuttavia, chi amministra non è chiamato a realizzare sogni personali, ma a rispondere alle esigenze concrete della comunità.

    Prima vengono le priorità: parcheggi, viabilità, gestione del traffico, interventi che producano un beneficio immediato per i cittadini come ad esempio l’incentivazione all’apertura di un negozio di vicinato. Solo dopo si può discutere di nuovi spazi e nuovi investimenti.

    La domanda che dovremmo porci, senza pregiudizi, è semplice: tra le tante necessità del nostro Comune, questa è davvero quella più urgente? Oppure rischiamo di impegnare risorse importanti per una struttura che potrebbe rivelarsi, nel tempo, più un costo che un’opportunità?

    Progetto del PRIMO PIANO – SALA CONFERENZE
  • MUTISMO SELETTIVO

    MUTISMO SELETTIVO

    Il consiglio comunale dovrebbe essere il luogo per eccellenza del confronto democratico. È qui che i rappresentanti dei cittadini, di maggioranza e minoranza, discutono, argomentano, si esprimono e spiegano le proprie posizioni. È qui che si dovrebbe dare forma a idee, opinioni, proposte e critiche, con la massima trasparenza e responsabilità.
    A Codevilla, però, questo principio – che dovrebbe essere naturale – spesso smette di esistere.
    Nel nostro consiglio comunale si è infatti instaurata una dinamica che potremmo definire di “mutismo selettivo”: la maggiornaza sceglie di parlare solo quando deve attaccare personalmente la minoranza, mentre evita accuratamente di spiegare le proprie posizioni, le proprie scelte e le ragioni dei propri voti. 
    Il confronto sui temi lascia il posto a gesti plateali, battute, schiamazzi, insulti e prese di posizione automatiche, dettate più dalla provenienza della proposta che dal suo contenuto.

    Gli episodi sono numerosi e ormai ricorrenti. Durante un consiglio comunale del giugno 2024, mentre un consigliere della minoranza stava esponendo il proprio intervento, uno dei consiglieri di maggioranza (la signora Vacchi) ha iniziato ad applaudire e a ululare. Un comportamento inaccettabile in qualunque consesso istituzionale, aggravato dal fatto che il Presidente del consiglio – che è anche il Sindaco – non ha ritenuto necessario intervenire, richiamare o ristabilire l’ordine, come invece prevedono le regole.
    Un altro episodio, ancora più significativo, risale al 2025. Un consigliere di maggioranza ha passato gran parte del tempo della seduta concentrato sul telefono. E’ stato così che, durante una votazione, probabilmente distratto, ha espresso voto favorevole a una proposta presentata da noi, consiglieri di minoranza. 
    Una semplice svista, certo. Ma la reazione del Sindaco è stata immediata e rivelatrice: “Ma come a favore! È una proposta della minoranza, quindi votiamo contro.” Dopo questa frase, il voto è stato ovviamente corretto. VISUALIZZA LA SEDUTA

    Due fatti emergono da questo episodio, al di là del fatto in sé. 
    Il primo: all’interno della maggioranza, il Sindaco esercita un controllo evidente sulla libertà di voto dei propri consiglieri. 
    Il secondo: il criterio con cui si vota non riguarda il contenuto della proposta ma esclusivamente la sua provenienza. Se viene dalla maggiornaza si vota a favore, se viene dalla minoranza si vota contro. A prescindere dal merito, dalla logica, dall’interesse dei cittadini. A questi esempi si aggiungono numerosi attacchi personali.  Non attacchi politici, non critiche nel merito delle nostre idee o delle nostre proposte – che sarebbero legittime e persino auspicabili – ma attacchi che riguardano le nostre professioni, il nostro livello di reddito, le case dove viviamo: argomentazioni dunque ridicole e fuori luogo. Una deriva che nulla ha a che vedere con la dialettica amministrativa e che contribuisce a trasformare il consiglio comunale in un luogo sempre meno rispettoso del ruolo che dovrebbe avere.

    Il risultato è evidente: il consiglio diventa una mera formalità, una messa in scena dove le decisioni sono prese altrove e i consiglieri di maggioranza si limitano a ratificare una linea già stabilita dal Capogruppo e dal Sindaco. 

    Nessuna discussione, nessun approfondimento, nessuna elaborazione autonoma, come dimostrano i fatti: su sette consiglieri di maggioranza, uno non ha mai aperto bocca nell’ultimo anno e l’altro l’ha aperta solo per quattro secondi (TEMPI DI INTERVENTO DEI CONSIGLIERI). Il principio per cui la maggioranza sostiene le proprie scelte non è di per sé sbagliato.  È fisiologico nella politica.  Ma ciò non può e non deve eliminare il confronto.  Ogni proposta portata in consiglio merita almeno una breve discussione basata sulle idee, sugli argomenti, sull’utilità per la collettività. Le decisioni prese perché “così deve essere”, o perché “viene da loro”, non sono decisioni politiche: sono riflessi condizionati. E quando un consiglio comunale si riduce a questo, a rimetterci non è la minoranza: sono i cittadini.

  • CONSIGLIO COMUNALE: chi parla e chi tace

    CONSIGLIO COMUNALE: chi parla e chi tace

    Il grafico mostra la suddivisione del tempo totale degli interventi svolti da:
    – Consiglieri Comunali;
    – Assessori;
    – Presidente nonché Sindaco

    i dati sono aggiornati al 21/12/2025 e provengono dalla piattaforma codevilla.consiglicloud
    il dato “grezzo” viene fornito da Microvision S.R.L.

    La tabella mostra la fonte di dati su cui viene elaborato il grafico.

    SCARICA I DATI INTEGRALI

    Consiglio Comunale 21/12/2025

    Persona Carica Durata TOT MEDIA Numero PERCENTUALI
    Marco DAPIAGGI Sindaco 03:03:07 00:30:31 10987 46,29
    Gianni BRUNO Consigliere di Minoranza 01:28:19 00:14:43 5299 22,33
    Giovanni CRISTIANI Vicesindaco – Assessore – Consigliere 00:54:03 00:09:01 3243 13,66
    Sara VACCHI Consigliere di maggioranza 00:29:09 00:04:52 1749 7,37
    Matteo COPELLI Consigliere di Minoranza 00:16:59 00:02:50 1019 4,29
    Ombretta TAMBURELLI Assessore – Consigliere 00:13:59 00:02:20 839 3,54
    Simone MARCHESOTTI Consigliere di minoranza 00:05:11 00:00:52 311 1,31
    Michela QUAGLINI consigliere di Maggioranza 00:02:27 00:00:25 147 0,62
    Simone FIORI Consigliere di maggioranza 00:02:15 00:00:23 135 0,57
    Stefano CRISTIANI Consigliere di maggioranza 00:00:04 00:00:01 4 0,02
    Donatella DORIA  Consigliere Maggioranza 00:00:00 00:00:00 0 0,00
      TOTALE INTERVENTI  06:35:33 00:06:00 23733 100

  • PUNTI DI RICARICA PER AUTO ELETTRICHE: TROPPI E MAL POSIZIONATI

    PUNTI DI RICARICA PER AUTO ELETTRICHE: TROPPI E MAL POSIZIONATI

    Negli ultimi anni, a Codevilla sono state opportunamente installate alcune colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Nei pressi della piazza di fronte al Municipio è stata installata anche una colonnina ad alta potenza, detta in gergo HPC (High Powering Charging).

    Codevilla dispone dunque di due colonnine “lente” (da 22 kWh, dotate di due punti di ricarica ciascuna) e di una colonnina ultraveloce (HPC, da 100 kWh, dotata di tre punti di ricarica1). In totale ci sono tre colonnine e sette punti di ricarica: numeri sproporzionati, se messi in rapporto al numero di abitanti (circa 920). Ma la situazione appare ancora più paradossale se la confrontiamo con la media nazionale: come si vede dalla tabella pubblicata in questa pagina siamo oltre dieci volte la media nazionale. Non basta. E’ bene evidenziare che i punti di ricarica sono anche mal distribuiti.

    Statistiche Colonnine

    I PUNTI DI RICARICA IN ITALIA
    ITALIA CODEVILLA
    POPOLAZIONE* 58.943.464 925
    PUNTI DI RICARICA** 63.108 7
    RAPPORTO PUNTI DI RICARICA/ABITANTI 1/934 1/132

    *Fonte ISTAT – Dato aggiornato al 01/01/2025
    **Fonte PUN – Dato aggiornato al 20/10/2025

    Le tre colonnine si trovano tutte in pieno centro. Dovrebbe essere ben noto all’amministrazione che la maggior parte del turismo è diretto verso le zone collinari come Mondondone, Piana e Garlazzolo, dove non c’è nessuna colonnina.Un’impostazione minimamente logica del progetto avrebbe disposto i punti di ricarica nelle zone di maggior attrazione come il parcheggio vicino alla panchina gigante. Altrettanto importante considerare il tipo di colonnina rispetto alla sua posizione. Le colonnine “lente” si rivolgono a un’utenza che non ha fretta, la cui ricarica va da quattro ore a ventiquattro ore.

    Mappa rappresentativa della posizione dei punti di ricarica a Codevilla
    Mappa rappresentativa della posizione dei punti di ricarica a Codevilla
    Colonnina HPC in Via Negrotto - Codevilla
    Colonnina HPC in Via Negrotto – Codevilla

    Le colonnine ultraveloci (HPC) si rivolgono invece a un’utenza “mordi e fuggi”, che ha bisogno di tempi di ricarica brevi, intorno ai trenta minuti. Proprio in virtù di questo ci chiediamo: che senso ha l’aver installato una colonnina veloce in centro a Codevilla dove i turisti sono di passaggio e c’è l’alternativa più economica dell’Iper di Montebello? E’ come aver concesso l’apertura di tre distributori nel centro di un paesino.

    Nessun abitante di Codevilla, infatti, utilizza una colonnina perché è molto più conveniente ricaricare la macchina a casa. Il costo delle colonnine è stato finanziato con i fondi del PNRR, quindi il comune non ha tirato fuori un soldo, ma si tratta sempre di soldi pubblici che derivano dalle tasse dei cittadini.

    L’installazione di una colonnina dovrebbe dunque essere pensata con attenzione e un occhio di riguardo alla spesa pubblica, oltre che alla comodità della cittadinanza. Un aspetto, quest’ultimo, che l’amministrazione sembra aver perso di vista: la presenza di una colonnina infatti corrisponde alla sottrazione di spazio alle aree di parcheggio, già carenti. 


    Confronto prezzi di ricarica: Codevilla e Centro Commerciale di Montebello

    CODEVILLA CC MONTEBELLO PIÙ ECONOMICA
    PREZZO / kWh
    HPC Via Negrotto (Eni Plenitude)
    PREZZO / kWh
    AC Via Roma 43 (Enel X)
    PREZZO / kWh
    HPC Parcheggio CC (Electra)
    €0,80 EUR / kWh
    €0,67 EUR / kWh
    €0,59 EUR / kWh RISPARMIO FINO A −26% (vs €0,80) −26% · (vs €0,67) −12%
    Fonte: App “Plenitude On The Road” – 03/01/2026 Fonte: App “Plenitude On The Road” – 03/01/2026 Fonte: App “Electra” – 03/01/2026

    La tabella evidenzia con chiarezza una criticità già evidente nella scelta di installare una colonnina ultraveloc e (HPC) in centro a Codevilla.
    In soli cinque minuti di auto da Codevilla è possibile ricaricare il veicolo presso il centro commerciale di Montebello a un costo sensibilmente inferiore, approfittando del tempo della spesa o di una breve sosta.

    Il confronto dei prezzi mostra quindi come la soluzione più conveniente e funzionale sia fuori dal paese, rendendo di fatto poco utile la colonnina HPC installata in centro. A ciò si aggiunge un ulteriore problema pratico: la colonnina è spesso occupata da auto termiche in sosta, a causa della cronica carenza di parcheggi, riducendone ulteriormente l’effettiva fruibilità.

    Ne emerge un quadro che rafforza il dubbio sull’efficacia dell’intervento: una spesa finanziata con fondi pubblici che non risponde né alle reali esigenze dei residenti né a quelle dei visitatori.

    1. La colonnina dispone di 2 connettori CCS2 Combo che possono fornire una potenza fino a 100 KWh DC e di un connettore Tipo 2 che può fornire fino a 22 KWh AC. ↩︎