L’amministrazione comunale continua a raccontare un bilancio “rose e fiori”, fatto di annunci, slogan e slide
rassicuranti.
Basta leggere con attenzione il rendiconto 2025 per accorgersi che dietro la narrazione ottimistica emergono numerose criticità, alcune delle quali tutt’altro che marginali. In questo inserto abbiamo analizzato numeri, dati e osservazioni ufficiali contenute nei documenti contabili del Comune, cercando di andare oltre la propaganda e mettere in evidenza ciò che spesso viene nascosto dietro formule tecniche e linguaggio burocratico. Dal crollo dell’avanzo disponibile alle difficoltà nella riscossione della TARI, passando per i rilievi del Revisore dei Conti, emerge un quadro che merita attenzione e trasparenza.
AVANZO DISPONIBILE
-46%
Da €101.050 a €54.676
Il “tesoretto” del Comune si sta riducendo: il risultato di amministrazione passa da €313.296 a €236.689, con un calo del -24,5%. In parole semplici: ci sono sempre meno soldi disponibili per affrontare imprevisti, fare investimenti o aiutare i cittadini. Altro che bilancio “tranquillo”: i margini economici del Comune si stanno assottigliando sempre di più.
ENTRATE IN CONTO CAPITALE
-71,7%
Da €425.335 a €120.430
Le entrate destinate a opere e investimenti crollano del -71,7%: da €425.335 nel 2024 a €120.430 nel 2025. L’amministrazione evidenzia gli oneri edilizi a +219%, ma il dato generale resta negativo: entrano molti meno soldi per finanziare lavori pubblici e investimenti. Un calo così forte solleva inevitabilmente dubbi sulle risorse future disponibili per il paese.
TAGLI A BENI E SERVIZI
-119.380€
Da €716.914 a €597.534
Il Comune spende meno per i servizi: la voce “beni e servizi” passa da €716.914 nel 2024 a €597.534 nel 2025, con un taglio di €119.380. Sulla carta sembra un risparmio, ma la domanda è semplice: quali servizi ai cittadini sono stati ridotti? Meno manutenzioni, meno interventi, meno attività? È davvero efficienza oppure si stanno semplicemente tagliando servizi?
RESIDUI TARI
crediti da incassare
124.806€
% di riscossione 23,93
La TARI è diventata un vero problema per il Comune: tanti cittadini non pagano e i soldi segnati “sulla carta” rischiano di non entrare mai davvero nelle casse comunali. Per recuperare questi debiti il Comune paga una società esterna (STAT Servizi), ma da 3 anni incassa sempre meno. Intanto il fondo di sicurezza è troppo basso rispetto ai crediti non riscossi. E allora la domanda è semplice: chi coprirà la differenza?
Altri punti deboli sono:
- L’aumento degli accantonamenti (+150%) può definirsi prudenza, o nasconde rischi noti?
- L’equilibrio W3 negativo: meno 8.130 € è un campanello d’allarme. Ulteriori accantonamenti nel 2026, (contenziosi o FCDE) costringerebbero il Comune ad intaccare la spesa corrente?
- Rilievi del Revisore dei conti: La formula “raccomandazione – risposta” è furba e tranquillizzante, ma la sostanza è che il nuovo Revisore ha sollevato importanti criticità, cosa mai avvenuta con il precedente, che – ricordiamolo – ha illegittimamente continuato ad operare per i 15 mesi successivi alla sua scadenza.
LA NOSTRA PROPOSTA: gestire le riscossioni “in casa”
Dai numeri emerge una realtà diversa da quella che ci è stata raccontata finora: nonostante l’Amministrazione si sia spesso giustificata dicendo che “non ci sono soldi”, i dati ufficiali dimostrano che le risorse c’erano, ma non sono state utilizzate.
Quindi, o si è scelto di tenere i soldi fermi invece di aiutare i cittadini, o la Giunta non ha saputo gestire il bilancio di esercizio 2025. In ogni caso, il risultato è un Comune bloccato senza una vera motivazione economica.
Particolarmente preoccupante è il tema della riscossione. Negli ultimi tre anni Il Comune ha speso circa € 137.000 (oltre € 45.000 all’anno) affidando a STAT Servizi la gestione delle notifiche e degli incassi, inoltre aggiunti oneri e sanzioni in percentuale (aggio) sul recupero degli arretrati, ma con risultati complessivamente scarsi. In breve: paghiamo moltissimo (forse troppo) un servizio che non funziona.
Per questo abbiamo avanzato una proposta chiara: riportare gradualmente la gestione della riscossione all’interno del Comune. Una scelta che permetterebbe di ridurre i costi, migliorare il rapporto umano con i cittadini ed avere un controllo diretto sulle entrate comunali, evitando sprechi e inefficienze.
In conclusione è ora di smettere di delegare all’esterno servizi costosi e inefficienti. Serve un’Amministrazione capace di spendere bene e di parlare direttamente con i propri cittadini (tutti).

Quali benefici porterebbe la gestione “in casa” delle riscossioni?
CONTROLLO
Più gestione diretta
Il Comune torna a controllare direttamente le proprie entrate.
DIALOGO
Più rapporto umano
Un ufficio comunale vicino ai cittadini, non un call center impersonale.
EFFICIENZA
Recuperare Meglio
Gestione più attenta, meno sprechi e maggiore efficacia nelle riscossioni.
RISPARMIO
Meno commissioni
Meno soldi spesi per società private e più risorse che restano al Comune.
INVESTIMENTI
Più risorse per il paese
Riducendo le commissioni e i costi pagati ogni anno a società esterne per notifiche e riscossione, il Comune potrebbe trattenere maggiori risorse all’interno delle proprie casse. Soldi che potrebbero essere utilizzati per manutenzioni, interventi sul territorio, servizi ai cittadini e nuovi investimenti utili per il paese, invece di essere assorbiti da spese esterne.

































