Codevilla, la “Panchinopoli” dell’Oltrepò

Dalle iniziali del sindaco alla Big Bench finanziata dal Comune

AGGIORNAMENTO 17/05/2026

Codevilla si potrebbe chiamare “Panchinopoli”, tra mille virgolette e buttandola sul ridere, come la Paperopoli disneyana, non certo nel senso corruttivo a cui il termine potrebbe far pensare, perché non c’è nulla che abbia a che vedere con vicende di quel tipo.
Qui usiamo il termine panchinopoli nel senso ironico di “città delle panchine”. A Codevilla, tra panchine giustamente dedicate ai temi dell’inclusione, della violenza sulle donne, ci sono anche panchine un po’ anomale. Come quella dove troviamo la sigla MD. Trattasi di panchina del XVI secolo? Manufatti del famoso Rinascimento codevillese? La sigla non è in realtà un riferimento a una data in numeri romani, dove MD indicherebbe il 1500, come avviene talvolta nelle iscrizioni monumentali, ma le iniziali del sindaco, Marco Dapiaggi.

E poi c’è la panchina gigante a Mondondone. Fa parte del progetto Big Bench, gestito da una fondazione e creato da un famoso designer di auto americane, che è stato il capo del centro stile della Fiat e della BMW e oggi collabora con un marchio cinese. Si chiama Chris Bangle, viene dall’Ohio e abita in una cascina nel cuneese, che è un po’ il centro del suo lavoro creativo oggi. Dopo avere oscillato tra Torino e Monaco, ha deciso di fermarsi nelle montagne intorno a Cuneo.
Lo scopo delle Big Bench è quello di creare un’attrazione per un territorio, soprattutto se un po’ fuori dalle principali rotte turistiche, per promuoverne lo sviluppo. Le panchine giganti hanno avuto un buon successo e hanno creato una rete con tanto di passaporti per chi ne ha visitate alcune, relativi timbri, geolocalizzazione su una mappa digitale e così via. Un circuito turistico.
Ce n’è una anche a Mondondone. La realizzazione è avvenuta formalmente con fondi privati ma, nella realtà, con l’ausilio “indiretto” di fondi pubblici, in contrasto con i principi del Big Bench Community Project, la fondazione delle panchine giganti. Il principio base voluto da Chris Bangle e dichiarato molto nitidamente è questo: “NO FONDI PUBBLICI”. Sta scritto in cima al regolamento e in maiuscolo. Cioè non un soldo pubblico, né fondi locali, né nazionali, né europei, deve essere speso per le panchine. Perché altrimenti qualcuno potrebbe dire chessò: il tetto della scuola crolla e non si fa niente per aggiustarlo perché non ci sono i soldi, mentre si spendono in una panchina gigante. Principio molto chiaro e condivisile. Lo ha spiegato lo stesso Bangle nel corso di varie interviste. Senonché in Italia niente è come sembra e la linea più breve tra due punti è l’arabesco, come diceva Longanesi.

Big Bench 139 – Codevilla fraz. Mondondone

Guarda caso il comune di Codevilla ha fatto una delibera nel 2022 per sostenere la realizzazione della panchina non direttamente, ma conferendo dei soldi, 560 euro per la precisione, a un’associazione, Codevilla Attiva. Nella delibera c’è proprio scritto che i soldi verranno utilizzati per varie spese relative alla panchina. Aggiungiamo come se non bastasse tutto questo che Codevilla Attiva è il movimento politico del sindaco. Le voci di spesa sono: passaporti, timbri, cartello scarico responsabilità, frecce direzionali e costi di iscrizione alla Big Bench Community e spedizione.

“Panchinopoli”

Abbiamo sentito la fondazione a cui fa capo il progetto Big Bench che rimanda la palla a Codevilla sostenendo di avere ricevuto i fondi da un’associazione e non dal comune: “La Big Bench è stata costruita con fondi di uno sponsor e alla Fondazione è arrivato, per il pacchetto di materiali legati alla big bench, un versamento da un’associazione e non dal comune. Chiederei pertanto di rivolgersi al Sindaco per la questione della delibera che mi ha inviato, in quanto è una questione legata a interventi Comune-Associazione che non hanno nulla a che vedere con noi”.
L’articolo del regolamento del progetto Big Bench è il seguente: “La Grande Panchina deve essere costruita grazie a fondi o manodopera volontaria; nessun fondo pubblico (né comunale, né italiano, né della Comunità Europea) può essere usato per realizzare l’installazione”.
Ora, è evidente che il principio, la cosiddetta ratio legis, esprit de loi che dir si voglia è molto semplice: non devono essere spesi soldi pubblici per “realizzare l’installazione”. Che poi vengano spesi per la panchina in sé e per sé o per quello che le ruota intorno non cambia nulla. È come se si dicesse che non devono essere spesi soldi pubblici per la costruzione di una certa casa, ma poi si usano per il giardino, la cassetta della posta o gli atti burocratici inerenti alla gestione amministrativa dell’immobile. Cosa cambia dal punto di vista della sostanza?
E infatti sarà una coincidenza che l’amministrazione comunale, ben consapevole di questo regolamento, ha conferito i soldi non direttamente alla fondazione, alla Big Bench Community Project, ma all’associazione Codevilla Attiva, che a sua volta li ha trasferiti alla fondazione? Il regolamento, peraltro, è molto semplice e non fa distinzioni tra spese di contorno e spese per la costruzione della panchina in sé e per sé, perché non avrebbe senso, ma parla di “realizzazione della installazione”. Quindi è evidente che si riferisca all’operazione nel suo complesso.
Dopodiché si può anche capire che la fondazione non voglia alimentare polemiche e quindi preferisca smussare gli angoli in modo un po’ democristiano, ma questo non toglie che Codevilla sia un po’ “Panchinopoli”, nel senso di paese delle panchine, con varie curiosità e anomalie, come le iniziali del sindaco sulla panchina, che non si è mai vista (un caso di culto della personalità, si sarebbe detto in Unione Sovietica), oltre ovviamente alla vicenda della panchina gigante.

MD (Marco Dapiaggi – Sindaco) 2022 – PANCHINA MARCHIATA – CODEVILLA

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