Tag: Codevilla

  • Don Agostino Alberti e la rinascita dell’oratorio

    Don Agostino Alberti e la rinascita dell’oratorio

    Girando per i borghi ho scoperto che a Crocefieschi (GE), un paese arroccato sull’appennino ligure, c’è una piazza intitolata a un prete che ha lasciato il segno nella nostra comunità, don Agostino Alberti.
    Negli anni Novanta, Codevilla, dopo il periodo in cui era parroco don Andrea, è rimasta per un po’ senza una guida religiosa. L’oratorio era abbandonato da anni e i ragazzi lo affollavano solo per le lezioni di catechismo.
    Davanti a noi ragazzi – avremo avuto quattordici o quindici anni – si è presentato un anziano parroco, dall’aspetto bonario e un po’ trasandato. Dopo i primi momenti, chi lo ha conosciuto, ne è stato conquistato. Era affaticato nel fisico, ma la sua mente era una miniera d’oro, sempre attiva, vispa e la sua cultura incredibile. Don Alberti parlava con scioltezza sia di calcio sia di aramaico, incuriosendo chiunque. Ci raccontava che nel suo oratorio, a Crocefieschi, aveva visto crescere “O Rey”, Roberto Pruzzo uno dei migliori centroavanti della storia del calcio italiano, campione d’italia nel 1982/83 e tre volte capocannoniere della serie A. Don Alberti ha voluto subito che organizzassimo partite e tornei di calcio infiniti. Voleva coinvolgere tutti, anche le ragazze, e si è inventato intenditore di pallavolo. Era un grande appassionato di cose d’arte, cultura, ma anche di cibo e non disdegnava qualche buon bicchiere di vino insieme ai suoi amici, vecchi e nuovi.

    Foto del cortile dell’ex oratorio, che purtroppo non ospita più le attività di bambini e ragazzi

    In pochi mesi l’oratorio è esploso a tutte le ore di schiamazzi e ragazzi che giocavano e stavano insieme. Lui, seduto, si godeva lo spettacolo. Era originario del varzese e aveva l’abitudine di distribuire nomignoli ma nessuno si offendeva. Nonostante l’età, aiutava anche i ragazzi con lezioni private in varie materie e sentirlo parlare invogliava chiunque ad andare un po’ meglio a scuola. A Crocefieschi, dove per oltre trent’anni ha prestato il suo servizio pastorale, nel 2021 gli è stato dedicato una biografia intitolata Tonaca e cultura: don Agostino Alberti (di Roberta Cartasso, KC Edizioni, Genova). La lettura scorre liscia fra storie e aneddoti in cui don Agostino viene descritto come un uomo dotto e una persona attenta, con “l’odore delle pecore addosso”, perchè era cresciuto tra le montagne. Un giorno mi disse: «Quanto costa un bel pallone? Comprane cinque, qui mancano sempre. I soldi te li do io, sono i miei risparmi, che investo in gioia». Per tutta la vita non mi dimenticherò mai questa frase.

  • MUTISMO SELETTIVO

    MUTISMO SELETTIVO

    Il consiglio comunale dovrebbe essere il luogo per eccellenza del confronto democratico. È qui che i rappresentanti dei cittadini, di maggioranza e minoranza, discutono, argomentano, si esprimono e spiegano le proprie posizioni. È qui che si dovrebbe dare forma a idee, opinioni, proposte e critiche, con la massima trasparenza e responsabilità.
    A Codevilla, però, questo principio – che dovrebbe essere naturale – spesso smette di esistere.
    Nel nostro consiglio comunale si è infatti instaurata una dinamica che potremmo definire di “mutismo selettivo”: la maggiornaza sceglie di parlare solo quando deve attaccare personalmente la minoranza, mentre evita accuratamente di spiegare le proprie posizioni, le proprie scelte e le ragioni dei propri voti. 
    Il confronto sui temi lascia il posto a gesti plateali, battute, schiamazzi, insulti e prese di posizione automatiche, dettate più dalla provenienza della proposta che dal suo contenuto.

    Gli episodi sono numerosi e ormai ricorrenti. Durante un consiglio comunale del giugno 2024, mentre un consigliere della minoranza stava esponendo il proprio intervento, uno dei consiglieri di maggioranza (la signora Vacchi) ha iniziato ad applaudire e a ululare. Un comportamento inaccettabile in qualunque consesso istituzionale, aggravato dal fatto che il Presidente del consiglio – che è anche il Sindaco – non ha ritenuto necessario intervenire, richiamare o ristabilire l’ordine, come invece prevedono le regole.
    Un altro episodio, ancora più significativo, risale al 2025. Un consigliere di maggioranza ha passato gran parte del tempo della seduta concentrato sul telefono. E’ stato così che, durante una votazione, probabilmente distratto, ha espresso voto favorevole a una proposta presentata da noi, consiglieri di minoranza. 
    Una semplice svista, certo. Ma la reazione del Sindaco è stata immediata e rivelatrice: “Ma come a favore! È una proposta della minoranza, quindi votiamo contro.” Dopo questa frase, il voto è stato ovviamente corretto. VISUALIZZA LA SEDUTA

    Due fatti emergono da questo episodio, al di là del fatto in sé. 
    Il primo: all’interno della maggioranza, il Sindaco esercita un controllo evidente sulla libertà di voto dei propri consiglieri. 
    Il secondo: il criterio con cui si vota non riguarda il contenuto della proposta ma esclusivamente la sua provenienza. Se viene dalla maggiornaza si vota a favore, se viene dalla minoranza si vota contro. A prescindere dal merito, dalla logica, dall’interesse dei cittadini. A questi esempi si aggiungono numerosi attacchi personali.  Non attacchi politici, non critiche nel merito delle nostre idee o delle nostre proposte – che sarebbero legittime e persino auspicabili – ma attacchi che riguardano le nostre professioni, il nostro livello di reddito, le case dove viviamo: argomentazioni dunque ridicole e fuori luogo. Una deriva che nulla ha a che vedere con la dialettica amministrativa e che contribuisce a trasformare il consiglio comunale in un luogo sempre meno rispettoso del ruolo che dovrebbe avere.

    Il risultato è evidente: il consiglio diventa una mera formalità, una messa in scena dove le decisioni sono prese altrove e i consiglieri di maggioranza si limitano a ratificare una linea già stabilita dal Capogruppo e dal Sindaco. 

    Nessuna discussione, nessun approfondimento, nessuna elaborazione autonoma, come dimostrano i fatti: su sette consiglieri di maggioranza, uno non ha mai aperto bocca nell’ultimo anno e l’altro l’ha aperta solo per quattro secondi (TEMPI DI INTERVENTO DEI CONSIGLIERI). Il principio per cui la maggioranza sostiene le proprie scelte non è di per sé sbagliato.  È fisiologico nella politica.  Ma ciò non può e non deve eliminare il confronto.  Ogni proposta portata in consiglio merita almeno una breve discussione basata sulle idee, sugli argomenti, sull’utilità per la collettività. Le decisioni prese perché “così deve essere”, o perché “viene da loro”, non sono decisioni politiche: sono riflessi condizionati. E quando un consiglio comunale si riduce a questo, a rimetterci non è la minoranza: sono i cittadini.

  • CONSIGLIO COMUNALE: chi parla e chi tace

    CONSIGLIO COMUNALE: chi parla e chi tace

    Il grafico mostra la suddivisione del tempo totale degli interventi svolti da:
    – Consiglieri Comunali;
    – Assessori;
    – Presidente nonché Sindaco

    i dati sono aggiornati al 21/12/2025 e provengono dalla piattaforma codevilla.consiglicloud
    il dato “grezzo” viene fornito da Microvision S.R.L.

    La tabella mostra la fonte di dati su cui viene elaborato il grafico.

    SCARICA I DATI INTEGRALI

    Consiglio Comunale 21/12/2025

    Persona Carica Durata TOT MEDIA Numero PERCENTUALI
    Marco DAPIAGGI Sindaco 03:03:07 00:30:31 10987 46,29
    Gianni BRUNO Consigliere di Minoranza 01:28:19 00:14:43 5299 22,33
    Giovanni CRISTIANI Vicesindaco – Assessore – Consigliere 00:54:03 00:09:01 3243 13,66
    Sara VACCHI Consigliere di maggioranza 00:29:09 00:04:52 1749 7,37
    Matteo COPELLI Consigliere di Minoranza 00:16:59 00:02:50 1019 4,29
    Ombretta TAMBURELLI Assessore – Consigliere 00:13:59 00:02:20 839 3,54
    Simone MARCHESOTTI Consigliere di minoranza 00:05:11 00:00:52 311 1,31
    Michela QUAGLINI consigliere di Maggioranza 00:02:27 00:00:25 147 0,62
    Simone FIORI Consigliere di maggioranza 00:02:15 00:00:23 135 0,57
    Stefano CRISTIANI Consigliere di maggioranza 00:00:04 00:00:01 4 0,02
    Donatella DORIA  Consigliere Maggioranza 00:00:00 00:00:00 0 0,00
      TOTALE INTERVENTI  06:35:33 00:06:00 23733 100

  • IL VALORE DEI RICORDI

    IL VALORE DEI RICORDI


    Qualche tempo fa, mia mamma Silvana aveva accettato con entusiasmo di raccontare fatti ed emozioni di Codevilla e dei suoi abitanti, immaginando di creare una piccola rubrica  su questo periodico, ancora solo nei nostri pensieri. Purtroppo un malore improvviso ce l’ha portata via, lasciando un grande vuoto in me e nelle persone che l’hanno conosciuta e amata. Il valore dei ricordi, è diventato così il suo ultimo pensiero, e ce lo lascia, con la semplicità con cui è vissuta. Ti auguriamo tutti di  aver esaudito il tuo desiderio: tornare – per sempre – a essere la stessa bambini serena che eri nell’aula di prima elementare.
    (Simone Marchesotti)

    Foto Storica delle scuole elementari di Codevilla
    Foto Storica delle scuole elementari di Codevilla

    Basta frequentare le strade del nostro paese per ricordarci di qualche luogo, negozio, trattoria, per renderci conto che gli anziani sono e sono stati la nostra forza nonché una miniera inesauribile di aneddoti; hanno “tirato su” le generazioni successive insegnando loro l’attitudine al sacrificio e, non da ultimo, l’arte di sgobbare da mattina a sera per rendere “meno grama” la quotidianità. Codevilla: in questo piccolo paese sono nata e sono “diventata grande” imparando il valore del sacrificio e dell’umiltà da mio padre e mia madre, tra affetti e insegnamenti che ho sempre cercato di trasmettere agli altri con un occhio al passato e uno al futuro, che ora purtroppo mi sembra molto incerto e difficoltoso.  Essere paesana, vivere il paese e amarlo, è sempre stato un motivo di orgoglio per me.

    Girare per la piazza e per le strade nei mesi estivi, parlare con la gente seduta davanti alle porte delle case, assistere all’avvicendarsi delle stagioni e all’arrivo e alla partenza delle rondini. Il primo ricordo, di grande valore morale e intellettuale, per tutti noi è senza dubbio la scuola elementare. Si tratta di un edifico di vecchia costruzione, ma di aspetto sempre nobile e severo, costruito su due piani: a quello inferiore l’asilo, al superiore la scuola elementare dove c’è un ampio corridoio tutto esposto alla luce del sole. La aule erano ampie e ricordo odoravano di gesso; c’era una vecchia lavagna e, appeso alle pareti, un antico alfabeto malfatto.

    Dentro l’aula c’era la vita di noi bambini, delle nostre famiglie, del paese che si rifletteva ogni giorno in quella stanza con sfaccettature diverse, perché, fin dai primi anni di vita, ciascuno di noi vede il mondo a modo suo. Descrivere i miei insegnanti di allora mi è un po’ difficile, è una grande responsabilità, ma possono essere sicuri che li ho molto amati. La maestra Mafalda, abbastanza anziana, leggera come un soffio, graziosa, incipriata in viso e sempre sorridente. Quando spiegava era molto seria e serena, e noi la ascoltavamo volentieri, ma appena uno si muoveva lo spediva dietro alla lavagna. Mi ricordo della maestra Carbone, aveva i capelli biondo chiaro con un po’ di ricciolini, portava un grembiule nero sempre sporco di gesso perché era molto brava a spiegare aritmetica alla lavagna.

    Dopo la prima elementare, mio papà Carlo e mia mamma Pasqualina hanno deciso di mandarmi dalle suore benedettine a Voghera, dove stavo tutto il giorno e, fra le altre, seguivo lezioni di musica e canto. Dopo settant’anni, nelle aule dell’ormai ex scuola elementare c’è la scuola di danza, e lo scorso anno portando mia nipote, all’entrata ho rivisto i vecchi banchi e mi è scappata qualche lacrima… Il tempo è passato, su questi ricordi e sul loro valore voglio ritornare la stessa bambina serena che ero nell’aula di prima elementare.      

    Foto Storica delle scuole elementari e Via Montebello di Codevilla
    Foto Storica delle scuole elementari e Via Montebello di Codevilla

    Silvana Vallazza

  • PUNTI DI RICARICA PER AUTO ELETTRICHE: TROPPI E MAL POSIZIONATI

    PUNTI DI RICARICA PER AUTO ELETTRICHE: TROPPI E MAL POSIZIONATI

    Negli ultimi anni, a Codevilla sono state opportunamente installate alcune colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Nei pressi della piazza di fronte al Municipio è stata installata anche una colonnina ad alta potenza, detta in gergo HPC (High Powering Charging).

    Codevilla dispone dunque di due colonnine “lente” (da 22 kWh, dotate di due punti di ricarica ciascuna) e di una colonnina ultraveloce (HPC, da 100 kWh, dotata di tre punti di ricarica1). In totale ci sono tre colonnine e sette punti di ricarica: numeri sproporzionati, se messi in rapporto al numero di abitanti (circa 920). Ma la situazione appare ancora più paradossale se la confrontiamo con la media nazionale: come si vede dalla tabella pubblicata in questa pagina siamo oltre dieci volte la media nazionale. Non basta. E’ bene evidenziare che i punti di ricarica sono anche mal distribuiti.

    Statistiche Colonnine

    I PUNTI DI RICARICA IN ITALIA
    ITALIA CODEVILLA
    POPOLAZIONE* 58.943.464 925
    PUNTI DI RICARICA** 63.108 7
    RAPPORTO PUNTI DI RICARICA/ABITANTI 1/934 1/132

    *Fonte ISTAT – Dato aggiornato al 01/01/2025
    **Fonte PUN – Dato aggiornato al 20/10/2025

    Le tre colonnine si trovano tutte in pieno centro. Dovrebbe essere ben noto all’amministrazione che la maggior parte del turismo è diretto verso le zone collinari come Mondondone, Piana e Garlazzolo, dove non c’è nessuna colonnina.Un’impostazione minimamente logica del progetto avrebbe disposto i punti di ricarica nelle zone di maggior attrazione come il parcheggio vicino alla panchina gigante. Altrettanto importante considerare il tipo di colonnina rispetto alla sua posizione. Le colonnine “lente” si rivolgono a un’utenza che non ha fretta, la cui ricarica va da quattro ore a ventiquattro ore.

    Mappa rappresentativa della posizione dei punti di ricarica a Codevilla
    Mappa rappresentativa della posizione dei punti di ricarica a Codevilla
    Colonnina HPC in Via Negrotto - Codevilla
    Colonnina HPC in Via Negrotto – Codevilla

    Le colonnine ultraveloci (HPC) si rivolgono invece a un’utenza “mordi e fuggi”, che ha bisogno di tempi di ricarica brevi, intorno ai trenta minuti. Proprio in virtù di questo ci chiediamo: che senso ha l’aver installato una colonnina veloce in centro a Codevilla dove i turisti sono di passaggio e c’è l’alternativa più economica dell’Iper di Montebello? E’ come aver concesso l’apertura di tre distributori nel centro di un paesino.

    Nessun abitante di Codevilla, infatti, utilizza una colonnina perché è molto più conveniente ricaricare la macchina a casa. Il costo delle colonnine è stato finanziato con i fondi del PNRR, quindi il comune non ha tirato fuori un soldo, ma si tratta sempre di soldi pubblici che derivano dalle tasse dei cittadini.

    L’installazione di una colonnina dovrebbe dunque essere pensata con attenzione e un occhio di riguardo alla spesa pubblica, oltre che alla comodità della cittadinanza. Un aspetto, quest’ultimo, che l’amministrazione sembra aver perso di vista: la presenza di una colonnina infatti corrisponde alla sottrazione di spazio alle aree di parcheggio, già carenti. 


    Confronto prezzi di ricarica: Codevilla e Centro Commerciale di Montebello

    CODEVILLA CC MONTEBELLO PIÙ ECONOMICA
    PREZZO / kWh
    HPC Via Negrotto (Eni Plenitude)
    PREZZO / kWh
    AC Via Roma 43 (Enel X)
    PREZZO / kWh
    HPC Parcheggio CC (Electra)
    €0,80 EUR / kWh
    €0,67 EUR / kWh
    €0,59 EUR / kWh RISPARMIO FINO A −26% (vs €0,80) −26% · (vs €0,67) −12%
    Fonte: App “Plenitude On The Road” – 03/01/2026 Fonte: App “Plenitude On The Road” – 03/01/2026 Fonte: App “Electra” – 03/01/2026

    La tabella evidenzia con chiarezza una criticità già evidente nella scelta di installare una colonnina ultraveloc e (HPC) in centro a Codevilla.
    In soli cinque minuti di auto da Codevilla è possibile ricaricare il veicolo presso il centro commerciale di Montebello a un costo sensibilmente inferiore, approfittando del tempo della spesa o di una breve sosta.

    Il confronto dei prezzi mostra quindi come la soluzione più conveniente e funzionale sia fuori dal paese, rendendo di fatto poco utile la colonnina HPC installata in centro. A ciò si aggiunge un ulteriore problema pratico: la colonnina è spesso occupata da auto termiche in sosta, a causa della cronica carenza di parcheggi, riducendone ulteriormente l’effettiva fruibilità.

    Ne emerge un quadro che rafforza il dubbio sull’efficacia dell’intervento: una spesa finanziata con fondi pubblici che non risponde né alle reali esigenze dei residenti né a quelle dei visitatori.

    1. La colonnina dispone di 2 connettori CCS2 Combo che possono fornire una potenza fino a 100 KWh DC e di un connettore Tipo 2 che può fornire fino a 22 KWh AC. ↩︎