Tag: trasparenza amministrativa

  • BILANCIO 2025: MOLTI PUNTI DEBOLI

    BILANCIO 2025: MOLTI PUNTI DEBOLI

    L’amministrazione comunale continua a raccontare un bilancio “rose e fiori”, fatto di annunci, slogan e slide
    rassicuranti.

    Basta leggere con attenzione il rendiconto 2025 per accorgersi che dietro la narrazione ottimistica emergono numerose criticità, alcune delle quali tutt’altro che marginali. In questo inserto abbiamo analizzato numeri, dati e osservazioni ufficiali contenute nei documenti contabili del Comune, cercando di andare oltre la propaganda e mettere in evidenza ciò che spesso viene nascosto dietro formule tecniche e linguaggio burocratico. Dal crollo dell’avanzo disponibile alle difficoltà nella riscossione della TARI, passando per i rilievi del Revisore dei Conti, emerge un quadro che merita attenzione e trasparenza.

    AVANZO DISPONIBILE

    -46%

    Da €101.050 a €54.676

    Il “tesoretto” del Comune si sta riducendo: il risultato di amministrazione passa da €313.296 a €236.689, con un calo del -24,5%. In parole semplici: ci sono sempre meno soldi disponibili per affrontare imprevisti, fare investimenti o aiutare i cittadini. Altro che bilancio “tranquillo”: i margini economici del Comune si stanno assottigliando sempre di più.

    ENTRATE IN CONTO CAPITALE

    -71,7%

    Da €425.335 a €120.430

    Le entrate destinate a opere e investimenti crollano del -71,7%: da €425.335 nel 2024 a €120.430 nel 2025. L’amministrazione evidenzia gli oneri edilizi a +219%, ma il dato generale resta negativo: entrano molti meno soldi per finanziare lavori pubblici e investimenti. Un calo così forte solleva inevitabilmente dubbi sulle risorse future disponibili per il paese.

    TAGLI A BENI E SERVIZI

    -119.380€

    Da €716.914 a €597.534

    Il Comune spende meno per i servizi: la voce “beni e servizi” passa da €716.914 nel 2024 a €597.534 nel 2025, con un taglio di €119.380. Sulla carta sembra un risparmio, ma la domanda è semplice: quali servizi ai cittadini sono stati ridotti? Meno manutenzioni, meno interventi, meno attività? È davvero efficienza oppure si stanno semplicemente tagliando servizi?

    RESIDUI TARI
    crediti da incassare

    124.806€

    % di riscossione 23,93

    La TARI è diventata un vero problema per il Comune: tanti cittadini non pagano e i soldi segnati “sulla carta” rischiano di non entrare mai davvero nelle casse comunali. Per recuperare questi debiti il Comune paga una società esterna (STAT Servizi), ma da 3 anni incassa sempre meno. Intanto il fondo di sicurezza è troppo basso rispetto ai crediti non riscossi. E allora la domanda è semplice: chi coprirà la differenza?

    Altri punti deboli sono:

    • L’aumento degli accantonamenti (+150%) può definirsi prudenza, o nasconde rischi noti?
    • L’equilibrio W3 negativo: meno 8.130 € è un campanello d’allarme. Ulteriori accantonamenti nel 2026, (contenziosi o FCDE) costringerebbero il Comune ad intaccare la spesa corrente?
    • Rilievi del Revisore dei conti: La formula “raccomandazione – risposta” è furba e tranquillizzante, ma la sostanza è che il nuovo Revisore ha sollevato importanti criticità, cosa mai avvenuta con il precedente, che – ricordiamolo – ha illegittimamente continuato ad operare per i 15 mesi successivi alla sua scadenza.

    LA NOSTRA PROPOSTA: gestire le riscossioni “in casa”

    Dai numeri emerge una realtà diversa da quella che ci è stata raccontata finora: nonostante l’Amministrazione si sia spesso giustificata dicendo che “non ci sono soldi”, i dati ufficiali dimostrano che le risorse c’erano, ma non sono state utilizzate. 
    Quindi, o si è scelto di tenere i soldi fermi invece di aiutare i cittadini, o la Giunta non ha saputo gestire il bilancio di esercizio 2025. In ogni caso, il risultato è un Comune bloccato senza una vera motivazione economica.
    Particolarmente preoccupante è il tema della riscossione. Negli ultimi tre anni Il Comune ha speso circa € 137.000 (oltre € 45.000 all’anno) affidando a STAT Servizi la gestione delle  notifiche e degli incassi, inoltre aggiunti oneri e sanzioni in percentuale (aggio) sul recupero degli arretrati, ma con risultati complessivamente scarsi. In breve: paghiamo moltissimo (forse troppo) un servizio che non funziona.
    Per questo abbiamo avanzato una proposta chiara: riportare gradualmente la gestione della riscossione all’interno del Comune. Una scelta che permetterebbe di ridurre i costi, migliorare il rapporto umano con i cittadini ed avere un controllo diretto sulle entrate comunali, evitando sprechi e inefficienze. 
    In conclusione è ora di smettere di delegare all’esterno servizi costosi e inefficienti. Serve un’Amministrazione capace di spendere bene e di parlare direttamente con i propri cittadini (tutti).

    Grafico che illustra la percentuale di riscossione TARI da parte del concessionario negli anni 2023 2024 2025

    Quali benefici porterebbe la gestione “in casa” delle riscossioni?

    CONTROLLO

    Più gestione diretta
    Il Comune torna a controllare direttamente le proprie entrate.

    DIALOGO

    Più rapporto umano
    Un ufficio comunale vicino ai cittadini, non un call center impersonale.

    EFFICIENZA

    Recuperare Meglio
    Gestione più attenta, meno sprechi e maggiore efficacia nelle riscossioni.

    RISPARMIO

    Meno commissioni
    Meno soldi spesi per società private e più risorse che restano al Comune.

    INVESTIMENTI

    Più risorse per il paese
    Riducendo le commissioni e i costi pagati ogni anno a società esterne per notifiche e riscossione, il Comune potrebbe trattenere maggiori risorse all’interno delle proprie casse. Soldi che potrebbero essere utilizzati per manutenzioni, interventi sul territorio, servizi ai cittadini e nuovi investimenti utili per il paese, invece di essere assorbiti da spese esterne.

    Scarica l’inserto di Maggio 2026

  • NUMERO 3 – MAGGIO 2026

    NUMERO 3 – MAGGIO 2026

    INSERTO MAGGIO 2026 – BILANCIO 2025: MOLTI PUNTI DEBOLI

  • Consiglio Comunale del 27 aprile. L’opposizione lascia l’aula.

    Consiglio Comunale del 27 aprile. L’opposizione lascia l’aula.

    L’arroganza del potere: quando il sindaco ignora i cittadini e calpesta la democrazia.

    A Codevilla va in scena l’ennesimo consiglio “a senso unico”.
    Non è facile raccontare quello che è successo nell’ultimo Consiglio Comunale. E forse proprio questo è il problema più grande: il rischio che certi comportamenti diventino “normali”, accettati nell’indifferenza generale.
    Per questo, prima di tutto, dobbiamo ricordare una cosa. Se oggi i cittadini possono ascoltare, riascoltare e verificare autonomamente quanto accade in aula, è solo grazie alla nostra ostinazione. Dal lontano 11 aprile 2024 abbiamo insistito affinché il Comune installasse un sistema di streaming e registrazione delle sedute consiliari. Ci abbiamo creduto quando altri ridevano o minimizzavano. Oggi è tutto lì. Registrato. Documentato. Inconfutabile. Ed è proprio grazie a quelle registrazioni che i cittadini possono finalmente vedere con i propri occhi il clima che si respira nel Consiglio Comunale di Codevilla.

    Il vero alleato di questa Amministrazione, infatti, non è la forza politica, è l’apparente disinteresse dei cittadini verso ciò che accade “a palazzo”. Noi continueremo invece a fare il possibile per riaccendere attenzione, partecipazione e spirito critico.
    I punti all’ordine del giorno erano tredici. Alcuni meritano una riflessione particolare.
    Sul rendiconto di gestione 2025 rimandiamo all’inserto speciale pubblicato in questo numero de L’ORTICA.
    Basta però una frase per riassumere il nostro pensiero: dai numeri emerge una realtà molto diversa da quella raccontata dall’Amministrazione in questi anni..

    Abbiamo poi presentato una mozione su un problema reale, segnalato da molti cittadini: la questione dei piccioni. Un tema concreto, urgente, che riguarda decoro urbano, igiene e qualità della vita. La maggioranza ha scelto di respingerla. Non perché il problema non esista. Non perché la proposta fosse irrealizzabile. Ma semplicemente perché arrivava dalla minoranza. La parte più surreale è che, subito dopo averla bocciata, l’Amministrazione ha lasciato intendere che “se ne occuperà”. Tradotto: la proposta va bene, purché non sembri merito dell’opposizione. Anche questo è registrato. Tutto verificabile.

    Il punto più grave della serata è stato probabilmente quello relativo alla nostra mozione sulle misure di moderazione del traffico, accompagnata da una petizione popolare firmata da 84 cittadini. Ottantaquattro firme in un Comune di circa 900 abitanti non sono un dettaglio. Sono una richiesta precisa: fare qualcosa per la sicurezza.
    La nostra mozione era volutamente aperta e ragionevole. Non imponeva soluzioni specifiche. Chiedeva semplicemente di valutare strumenti di rallentamento della velocità — fisici, ottici o elettronici — nel rispetto del Codice della Strada. Una proposta seria, equilibrata e condivisa. La risposta del Sindaco, invece, è stata un misto di arroganza, aggressività e distorsione della realtà. Ha sostenuto urlando che “i dossi sono illegali”, ignorando volutamente il contenuto della mozione, che lasciava ampia libertà tecnica all’Amministrazione. Ma la parte più offensiva è stata un’altra. Ha accusato la minoranza di aver “ingannato” i cittadini che hanno firmato la petizione. Ottantaquattro persone trattate come ingenue, manipolate, incapaci di comprendere ciò che stavano sottoscrivendo. Noi respingiamo con forza questa narrazione. Chi ha firmato lo ha fatto consapevolmente, perché vive quotidianamente il problema della velocità sulle strade del paese. E quei cittadini meritavano rispetto, non sarcasmo e accuse.

    MOZIONE SULLE MISURE DI MODERAZIONE DEL TRAFFICO – PROPOSTA PORTATA IN CONSIGLIO COMUNALE DA INSIEME PER CODEVILLA
    Immagine satirica del Sindaco di Codevilla che viene punto da una pianta di ortica

    I punti dall’8 al 13 resteranno probabilmente una delle pagine più imbarazzanti della vita amministrativa di Codevilla.
    Sei interrogazioni praticamente identiche, costruite contro articoli pubblicati sull’ORTICA. Stesso stile. Stesse formule. Stessa impostazione. Stesse imprecisioni. Una scena surreale.
    Il Sindaco, incapace di accettare critiche e confronto, ha organizzato una sorta di monologo politico mascherato da dibattito democratico. Le interrogazioni sono state lette dai consiglieri di maggioranza. Le risposte sono state fornite dal Sindaco. I consiglieri si sono poi dichiarati “soddisfatti” delle risposte ricevute.
    Peccato che alla minoranza sia stata negata la possibilità di intervenire. In pratica: il Sindaco interrogava sé stesso, si rispondeva da solo e si autoassolveva. A quel punto abbiamo preso l’unica decisione possibile e dignitosa: lasciare l’aula.
    Non volevamo essere comparse di uno spettacolo indecoroso pagato dai cittadini.
    Il problema non è la critica politica. Il problema è l’idea distorta della democrazia che emerge sempre più spesso in Consiglio Comunale.
    Chi governa dovrebbe ascoltare anche chi la pensa diversamente. Dovrebbe rispettare il ruolo della minoranza. Dovrebbe accettare il confronto.
    A Codevilla, invece, si preferisce screditare, interrompere, negare la parola, riscrivere i fatti e trasformare il Consiglio Comunale in una rappresentazione a senso unico.
    Il Sindaco sembra ormai confondere l’autorevolezza con l’autoritarismo.
    Noi continueremo comunque a fare il nostro dovere. Continueremo ad essere il fastidio necessario per chi vorrebbe governare senza controlli, senza critiche e senza opposizione.
    E continueremo soprattutto a difendere il diritto dei cittadini ad essere informati.
    Perché la democrazia non si misura quando tutti applaudono. Si misura quando qualcuno osa dissentire.

  • Maggioranza in fuga per la vicenda del revisore dei conti

    Maggioranza in fuga per la vicenda del revisore dei conti

    Sotto accusa il rinnovo dell’incarico senza sorteggio prefettizio. L’opposizione chiede una commissione d’indagine, ma la maggioranza prima abbandona l’aula e poi boccia la richiesta.

    Non è la commedia di Gogol’ Il revisore ma poco ci manca. Approfittando di una pausa chiesta da un consigliere della minoranza per andare in bagno, i colleghi della maggioranza abbandonano l’aula. Scoppia così, a Codevilla, in modo plateale, il caso del revisore dei conti. E’ una vicenda che sta sollevando interrogativi sulla regolarità di numerosi atti del comune e che ha già provocato un duro scontro politico in consiglio.

    Tutto inizia nell’aprile 2024, alla scadenza del mandato del revisore. In base alla normativa, la nomina deve avvenire per sorteggio da parte della Prefettura tra i nomi iscritti in un apposito elenco. Invece, da quanto emerso, si sarebbe proceduto con il rinnovo dell’incarico allo stesso professionista, Vincenzo Romeo, senza l’estrazione a sorte prevista dalla legge

    La nomina è avvenuta durante la precedente legislatura, quindi prima che l’attuale sindaco Marco Dapiaggi venisse rieletto per il secondo mandato. Dal momento della nuova nomina, il revisore ha continuato a esercitare le sue funzioni per circa quindici mesi, dall’aprile 2024 fino al luglio 2025. In questo periodo ha firmato e certificato diversi atti fondamentali dell’amministrazione comunale, tra cui bilanci preventivi, bilanci consuntivi e altri atti contabili di rilievo. Il nodo della vicenda riguarda la legittimità della nomina, mancando la quale il revisore avrebbe operato senza un mandato regolare, pur apponendo il sigillo e le firme su atti ufficiali.

    Durante la pausa “bagno” chiesta dal consigliere Gianni Bruno, la maggioranza (a sinistra dell’aula) si organizza per abbandonare la seduta, mentre la minoranza resta ai propri posti sulla destra.
    Al rientro dalla pausa l’aula è rimasta con la sola minoranza, visibile sulla destra: la maggioranza, che occupava i banchi sulla sinistra, ha abbandonato la seduta facendo mancare il numero legale

    Un’estate fa

    Il ruolo del revisore dei conti negli enti locali è una figura di garanzia fondamentale. Ha il compito di vigilare sulla regolarità contabile e finanziaria dell’ente, verificare i bilanci e controllare che l’attività amministrativa si svolga nel rispetto delle norme e dell’equilibrio dei conti pubblici. Proprio per questo, la normativa prevede una procedura rigorosa e trasparente per la nomina, affidata al sorteggio tra professionisti iscritti negli elenchi della Prefettura.

    L’anomalia, che risale al 2024, emerge l’8 luglio scorso. Quando la Prefettura invia una comunicazione al comune di Codevilla. E intima di annullare la delibera di nomina di Romeo. Quindi procede con l’estrazione a sorte di un nuovo revisore, tra quelli presenti nell’elenco prefettizio. Viene scelto Mariano Allegro. Vincenzo Romeo rassegna le dimissioni dall’incarico solo dopo la nomina del successore.  Le dimissioni dovrebbero avvenire con 45 giorni di preavviso, ma evidentemente un’anomalia genera l’altra.

    La fuga durante la pausa bagno

    Arriviamo al consiglio comunale in cui esplode il caso – il 9 febbraio di quest’anno – e i consiglieri di maggioranza abbandonano l’aula durante la breve interruzione per permettere al consigliere di minoranza di andare alla toilette. A cosa si deve questa clamorosa e puerile fuga, oltreché all’opportunità della pausa bagno? L’opposizione ha chiesto di istituire una commissione d’indagine per fare piena luce sull’intera vicenda: dalla nomina ritenuta irregolare fino alle dimissioni, e soprattutto per chiarire quali conseguenze possa aver avuto la presenza per oltre un anno di un revisore privo di un incarico, a quanto emerge, formalmente regolare. La risposta della maggioranza è far mancare il numero legale per evitare persino di affrontare l’argomento.

    Nel consiglio comunale successivo – 19 febbraio -, la richiesta viene ripresentata. Ma anche in quell’occasione la maggioranza boccia la commissione qualificando questa delicatissima materia come una cosa senza importanza. Una decisione che ha sollevato ulteriori interrogativi tra i consiglieri di opposizione e tra diversi cittadini. La commissione richiesta, infatti, non sarebbe un organismo esterno, ma  sarebbe composta dagli stessi rappresentanti politici dell’ente. Proprio per questo la domanda che resta sul tavolo è semplice. Perché opporsi alla creazione di una commissione che avrebbe l’unico scopo di ricostruire con chiarezza quanto accaduto? Quali responsabilità ci sono state nella gestione della nomina del revisore? Quali potrebbero essere le conseguenze delle irregolarità emerse? E soprattutto quale impatto potrebbero avere sugli atti firmati durante i quindici mesi in cui il revisore ha esercitato le sue funzioni? Sono domande alle quali, per il momento, il consiglio comunale ha deciso di non dare risposta. 


    SINTESI/MASSIMA
    L'Amministrazione comunale non può in alcun modo rieleggere il proprio organo di revisione in scadenza, ma deve procedere al rinnovo dello stesso chiedendo alla Prefettura l'estrazione dall'Elenco dei revisori degli enti locali.

    TESTO DEL PARERE
    Si fa riferimento alla richiesta inviata per mail con la quale un Sindaco ha chiesto le valutazioni di questa Amministrazione circa la possibilità del rinnovo dell'incarico del revisore in carica, senza richiedere alla competente Prefettura un nuovo sorteggio dall'Elenco dei revisori dei conti degli enti locali. Al riguardo, si precisa quanto segue. Come è noto, l'articolo 16, comma 25, del decreto legge 138 del 2011, ha previsto che, a decorrere dal primo rinnovo dell'organo di revisione successivo alla data di entrata in vigore dello stesso decreto legge, i revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione da un apposito elenco. Detta disposizione, pur senza apportare espresse modifiche alle previsioni di cui agli articoli 234 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, ha innovato sostanzialmente le modalità di scelta dei revisori dei conti degli enti locali, i quali, a decorrere dalla data di effettivo avvio del nuovo sistema di scelta dei revisori, avvenuto in data 10 dicembre 2012, ferma restando la nomina con delibera del Consiglio dell'ente, vengono scelti mediante estrazione a sorte da un apposito elenco. A decorrere da tale data, pertanto, ferma restando la nomina dei revisori con deliberazione del Consiglio dell'ente e la vigenza degli altri istituti non modificati dalle richiamate disposizioni, i revisori sono scelti con le modalità previste dalla normativa suddetta. Risulta evidente che, essendo la scelta dei revisori da nominare demandata all'estrazione casuale dall'apposito Elenco, non possa più procedersi alla nomina dei medesimi revisori in scadenza, che si concretizzerebbe nella scelta dei nominativi da nominare, in palese contrasto, quindi, con le nuove modalità di scelta previste dal citato articolo 16, comma 25, del decreto legge 138 del 2011. Il legislatore con il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n.124, convertito con la legge 19 dicembre 2019, n.157, all'articolo 57 ter, lettera b), ha modificato la previgente disposizione normativa dell'articolo 16, comma 25, del decreto legge 13 agosto 2011, n.138, aggiungendo il comma 25 bis. Tale comma, in deroga al comma 25, prevede, negli organi di revisione in composizione collegiale, la scelta, da parte dei consigli comunali, provinciali, delle città metropolitane e delle unioni che esercitano in forma associata tutte le funzioni fondamentali, del componente con funzioni di Presidente tra i soggetti inseriti nella fascia 3 formata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministero dell'Interno n.23 del 2012. Detta deroga ha permesso agli Amministratori degli enti locali di riappropriarsi di una specifica facoltà nello scegliere il Presidente del Collegio senza procedere all'estrazione dall'Elenco, come invece previsto per gli altri due componenti. Nulla, invece, è stato innovato relativamente agli organi di revisione monocratici, come, peraltro, appare evidente anche nella nota inserita nella mail dove è riportato che "Pertanto, solo per gli enti che hanno un organo collegiale è possibile la rielezione del solo presidente, procedendo con avviso pubblico o senza in base alle regole di organizzazione e di funzionamento (previste nel regolamento di contabilità o altra disposizione) o alla prassi seguita. Negli altri casi (per l'organo monocratico e per la nomina dei due componenti diversi dal presidente negli organi collegiali) la nomina avviene mediante il sistema del sorteggio.". Ciò premesso, si ritiene che quanto previsto dall'articolo 235, comma 1, del testo unico 267 del 2000 "i suoi componenti non possono svolgere l'incarico per più di due volte nello stesso ente locale”, debba intendersi riferito, in vigenza delle nuove modalità di scelta, alla possibilità di espletare presso lo stesso ente non più di due incarichi - che per il revisore monocratico o per i due componenti del collegio devono essere comunque conseguenti alla scelta casuale mediante estrazione dall'Elenco, mentre per la nomina del solo Presidente del collegio la scelta può essere fatta direttamente dall'Ente tra i soggetti iscritti in Elenco in fascia 3. Per quanto sopra esposto, si ritiene che codesta Amministrazione comunale non possa in alcun modo rieleggere il proprio organo di revisione in scadenza, ma debba procedere al rinnovo dello stesso con le modalità previste dal Regolamento approvato con decreto del Ministro dell'Interno 15 febbraio 2012, n.23.

    FONTE: https://dait.interno.gov.it/pareri/102713

  • MUTISMO SELETTIVO

    MUTISMO SELETTIVO

    Il consiglio comunale dovrebbe essere il luogo per eccellenza del confronto democratico. È qui che i rappresentanti dei cittadini, di maggioranza e minoranza, discutono, argomentano, si esprimono e spiegano le proprie posizioni. È qui che si dovrebbe dare forma a idee, opinioni, proposte e critiche, con la massima trasparenza e responsabilità.
    A Codevilla, però, questo principio – che dovrebbe essere naturale – spesso smette di esistere.
    Nel nostro consiglio comunale si è infatti instaurata una dinamica che potremmo definire di “mutismo selettivo”: la maggiornaza sceglie di parlare solo quando deve attaccare personalmente la minoranza, mentre evita accuratamente di spiegare le proprie posizioni, le proprie scelte e le ragioni dei propri voti. 
    Il confronto sui temi lascia il posto a gesti plateali, battute, schiamazzi, insulti e prese di posizione automatiche, dettate più dalla provenienza della proposta che dal suo contenuto.

    Gli episodi sono numerosi e ormai ricorrenti. Durante un consiglio comunale del giugno 2024, mentre un consigliere della minoranza stava esponendo il proprio intervento, uno dei consiglieri di maggioranza (la signora Vacchi) ha iniziato ad applaudire e a ululare. Un comportamento inaccettabile in qualunque consesso istituzionale, aggravato dal fatto che il Presidente del consiglio – che è anche il Sindaco – non ha ritenuto necessario intervenire, richiamare o ristabilire l’ordine, come invece prevedono le regole.
    Un altro episodio, ancora più significativo, risale al 2025. Un consigliere di maggioranza ha passato gran parte del tempo della seduta concentrato sul telefono. E’ stato così che, durante una votazione, probabilmente distratto, ha espresso voto favorevole a una proposta presentata da noi, consiglieri di minoranza. 
    Una semplice svista, certo. Ma la reazione del Sindaco è stata immediata e rivelatrice: “Ma come a favore! È una proposta della minoranza, quindi votiamo contro.” Dopo questa frase, il voto è stato ovviamente corretto. VISUALIZZA LA SEDUTA

    Due fatti emergono da questo episodio, al di là del fatto in sé. 
    Il primo: all’interno della maggioranza, il Sindaco esercita un controllo evidente sulla libertà di voto dei propri consiglieri. 
    Il secondo: il criterio con cui si vota non riguarda il contenuto della proposta ma esclusivamente la sua provenienza. Se viene dalla maggiornaza si vota a favore, se viene dalla minoranza si vota contro. A prescindere dal merito, dalla logica, dall’interesse dei cittadini. A questi esempi si aggiungono numerosi attacchi personali.  Non attacchi politici, non critiche nel merito delle nostre idee o delle nostre proposte – che sarebbero legittime e persino auspicabili – ma attacchi che riguardano le nostre professioni, il nostro livello di reddito, le case dove viviamo: argomentazioni dunque ridicole e fuori luogo. Una deriva che nulla ha a che vedere con la dialettica amministrativa e che contribuisce a trasformare il consiglio comunale in un luogo sempre meno rispettoso del ruolo che dovrebbe avere.

    Il risultato è evidente: il consiglio diventa una mera formalità, una messa in scena dove le decisioni sono prese altrove e i consiglieri di maggioranza si limitano a ratificare una linea già stabilita dal Capogruppo e dal Sindaco. 

    Nessuna discussione, nessun approfondimento, nessuna elaborazione autonoma, come dimostrano i fatti: su sette consiglieri di maggioranza, uno non ha mai aperto bocca nell’ultimo anno e l’altro l’ha aperta solo per quattro secondi (TEMPI DI INTERVENTO DEI CONSIGLIERI). Il principio per cui la maggioranza sostiene le proprie scelte non è di per sé sbagliato.  È fisiologico nella politica.  Ma ciò non può e non deve eliminare il confronto.  Ogni proposta portata in consiglio merita almeno una breve discussione basata sulle idee, sugli argomenti, sull’utilità per la collettività. Le decisioni prese perché “così deve essere”, o perché “viene da loro”, non sono decisioni politiche: sono riflessi condizionati. E quando un consiglio comunale si riduce a questo, a rimetterci non è la minoranza: sono i cittadini.

  • CONSIGLIO COMUNALE: chi parla e chi tace

    CONSIGLIO COMUNALE: chi parla e chi tace

    Il grafico mostra la suddivisione del tempo totale degli interventi svolti da:
    – Consiglieri Comunali;
    – Assessori;
    – Presidente nonché Sindaco

    i dati sono aggiornati al 21/12/2025 e provengono dalla piattaforma codevilla.consiglicloud
    il dato “grezzo” viene fornito da Microvision S.R.L.

    La tabella mostra la fonte di dati su cui viene elaborato il grafico.

    SCARICA I DATI INTEGRALI

    Consiglio Comunale 21/12/2025

    Persona Carica Durata TOT MEDIA Numero PERCENTUALI
    Marco DAPIAGGI Sindaco 03:03:07 00:30:31 10987 46,29
    Gianni BRUNO Consigliere di Minoranza 01:28:19 00:14:43 5299 22,33
    Giovanni CRISTIANI Vicesindaco – Assessore – Consigliere 00:54:03 00:09:01 3243 13,66
    Sara VACCHI Consigliere di maggioranza 00:29:09 00:04:52 1749 7,37
    Matteo COPELLI Consigliere di Minoranza 00:16:59 00:02:50 1019 4,29
    Ombretta TAMBURELLI Assessore – Consigliere 00:13:59 00:02:20 839 3,54
    Simone MARCHESOTTI Consigliere di minoranza 00:05:11 00:00:52 311 1,31
    Michela QUAGLINI consigliere di Maggioranza 00:02:27 00:00:25 147 0,62
    Simone FIORI Consigliere di maggioranza 00:02:15 00:00:23 135 0,57
    Stefano CRISTIANI Consigliere di maggioranza 00:00:04 00:00:01 4 0,02
    Donatella DORIA  Consigliere Maggioranza 00:00:00 00:00:00 0 0,00
      TOTALE INTERVENTI  06:35:33 00:06:00 23733 100